Bestiario fantastico

Durante l’VIII sec. a.C. compaiono nella penisola italiana le prime ambre figurate.

La scimmia accovacciata con la testa di cane è il soggetto più ricorrente e ha una lunga storia che inizia nel Vicino Oriente ed in Egitto nel IV millennio a.C.. I Fenici poi ne diffondono l’iconografia in Etruria attraverso il loro commercio di amuleti egizi o egittizzanti. Era considerata sacra a Thoth e in quanto emblema del dio incarnava il principio di equità di giudizio per l’anima dei defunti. Raffigurazioni animali compaiono anche su una classe di fibule, ossia spille, in bronzo o argento attestate in Italia meridionale dall’VIII sec. a.C.. L’arco delle spille è configurato a leoncino, a due teste di leoni retrospicenti, a cavallino, cervo, grifone, sfinge e cane e altri animali non identificabili. A Pitecusa (Ischia) sono ricorrenti nelle tombe di bambini forse per una funzione protettiva per la loro precoce scomparsa. Le divinità eigie spesso erano una combinazione di essere umano e animale pertanto è ipotizzabile che in queste fibule gli animali siano rappresentazioni di divinità.