La barca solare

La barca solare a doppia protome di uccello rappresenta il ciclo del sole che viaggia su un carro condotto da uccelli attraverso il cielo dando origine all’alternarsi della luce e del buio, del giorno e della notte, della vita e della morte.

Lo stile cosiddetto a Barca solare con protomi ornitomorfe” (Vogel-Sonnen/Vogel-Barke-Motiv) si inserisce nell’ambito dei sistemi decorativi realizzati a sbalzo su manufatti in lamina di bronzo nella tecnica cosiddetta “a puntini e borchiette”. Questo complesso ornamentale dell’area danubiano-carpatica dimostra una forte connessione con l’Italia peninsulare nella toreutica dei secoli che oggi collochiamo tra il 1000 e l’800 a.C. L’uso di questo stile è un fenomeno molto lungo che dura cinque secoli e si fa testimonianza di un altro fenomeno sociale: la gerarchizzazione. In quest’epoca i ceti emergenti si approprierebbero di tali iconografie, realizzate su oggetti di pregio e sulle urne, a scopo ideologico. I pendagli di bronzo a graticola di Suessula mostrano l’uso di questo stile su questa classe di ornamenti di bronzo. Un esemplare di contesto certo proviene dalla tomba 1 della necropoli sud-orientale, altri sono inclusi nella collezione Spinelli del Museo di Napoli, altri ancora sono conservati al British Museum. Il motivo a barca solare appare molto stilizzato e le teste di uccello sono diventate delle semplici appendici ai lati della parte lavorata a graticola.

È di particolare interesse notare come, in alcuni manufatti della fase recente del Primo Ferro, la compattezza dell’iconografia venga messa in crisi dall’inserimento di motivi estranei che sembrano indicare l’introduzione progressiva di concetti nuovi. Particolarmente significativo è lo slittamento iconografico che si osserva nei morsi da cavallo: quelli evolutivamente più antichi (per es. da Cerveteri) sono conformati a barca solare ornitomorfa, quelli recenti assumono invece per lo più, ma non esclusivamente, la forma del cavallo. Lo si nota in un pendaglio conservato al museo di S. Maria Capua a Vetere in cui c’è l’introduzione del cavallo che si affianca o si sovrappone alla barca solare. Sulla stessa linea, ma con implicazioni più vaste, si colloca l’inserimento di figure antropomorfe in cui il sole viene personificato da una figura maschile, che si inserisce, quasi come un corpo estraneo, fra le protomi tradizionali. Si potrebbe dunque ritenere che l’adozione della simbologia ornitomorfa nei manufatti in lamina, segni distintivi di una ristretta élite, alludesse a uno status che era concepito come ottenibile grazie all’intercessione divina.

Bibliografia

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