Serpenti

I gioielli moderni reinterpretano gli straordinari esemplari antichi recuperando l’immagine del serpente. Presso diverse civiltà da Oriente a Occidente e fin dall’antichità gli uomini sono stati attratti dalle caratteristiche del rettile che hanno inspirato l’attribuzione di significati sacri e l’utilizzo della sua immagine nella produzione artistica. Questi significati però sono ambivalenti, con riferimenti alla vita e alla morte, al bene e al male. Ciò si spiega probabilmente con la natura stessa di questo animale che vive a contatto con la terra e contemporaneamente al di sopra di essa, può essere velenoso e quindi donare la morte, ma che allo stesso tempo mostra la capacità di rigenerarsi cambiando la propria pelle. In tal modo presso gli Egizi era associato a varie divinità: al dio Mehem, protettore della barca solare di Ra, e tutore dell’ordine naturale del cosmo e della verità; l’Ureo, rappresentazione del serpente cobra e sacro alla dea Uadjet, era simbolo di potenza e regalità, di conoscenza ed eterna giovinezza; Apopi, un altro dio-serpente incarnava invece le tenebre e il Caos. Il serpente, con una valenzafuneraria, maanche salvifica ricorre sulla ceramica protocorinzia riletta nella penisola italiana in ambito pitecusano/cumano e etrusco. Poteva essere un espediente figurativo, ma talvolta è inserito in scene di maggiore impegno narrativo. Nella cultura romana il complesso simbolismo comprende molteplici sfumature afferenti in parte alla matrice romana in parte alla matrice orientale. Nell’antica Grecia è simbolo della conoscenza. Il serpente dei famosi oracoli greci, le Pitie o Pitonesse, aveva inoltre la capacità di prevedere il futuro. Un attributo del dio Ermes è il caduceo, il bastone con due serpenti attorcigliati con le teste affrontate quale immagine del principio dialettico e quindi di una profonda conoscenza. Il bipolarismo del serpente ulteriormente ribadito dall’iterazione della sua immagine è interpretabile come l’equilibrio tra due correnti cosmiche. Il caduceo con un solo serpente attorcigliato è l’attributo di Esculapio, dio della medicina e diviene simbolo della capacità di rinnovamento. Già presso gli Egizi, i due serpenti contrapposti erano la concretizzazione del principio maschile e quello femminile. In tale ottica il doppio serpente si caricava di un pregnante riferimento alla fecondità. Anche nella cultura romana al rettile sono stati tradizionalmente attribuiti i concetti di creazione, fertilità e immortalità. Un monile con il simbolo del serpente pertanto diviene emblema di seduzione, rinascita e trasformazione.