Ostia antica

Questi ciondoli non sono semplici accessori, ma un’opera di “archeologia da indossare”, che racchiude in un oggetto moderno la millenaria storia dei commerci che hanno reso Roma la prima metropoli del mondo antico.

Ogni ciondolo reinterpreta con assoluta fedeltà archeologica e sensibilità artistica gli elementi iconografici tratti da una delle stationes più celebri e iconiche del piazzale delle Corporazioni e ispirato in particolare alla statio 47.

 

65,00 

Ostia antica

scegli fra collane e orecchini sempre in argento italiano 925 con rodiatura o placcatura d'oro giallo

pendente in lamina spessa 1 mm con catenina veneziana lunga 50 cm d'argento italiano 925 rodiato

pendente in lamina spessa 1 mm con catenina veneziana lunga 50 cm d'argento italiano 925 dorato

pendente in lamina spessa 1 mm con catenina veneziana lunga 50 cm d'argento italiano 925 rodiato

pendente in lamina spessa 1 mm con catenina veneziana lunga 50 cm d'argento italiano 925 dorato

pendente in lamina spessa 1 mm con catenina veneziana lunga 50 cm d'argento italiano 925 rodiato

pendente in lamina spessa 1 mm con catenina veneziana lunga 50 cm d'argento italiano 925 dorato

Collana catenina rolò lunga 50 cm con i tre pendenti in lamina spessa 1 mm in argento italiano 925 rodiato

Collana catenina rolò lunga 50 cm con i tre pendenti in lamina spessa 1 mm in argento italiano 925 dorato

allungamento degli orecchini

Se vuoi aggiungere una catena in argento dorato o rodiato ai tuoi orecchini

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Scheda Archeologica

Questa raffinata serie di ciondoli, realizzati in lamina d’argento dallo spessore di 1 mm con un taglio ed un’incisione laser di altissima precisione, trae la sua ispirazione direttamente dalla pavimentazione mosaicata di uno dei luoghi simbolo dell’antico porto di Roma: il Piazzale delle Corporazioni (Ostia Antica, Regio II, VII).

Il Piazzale delle Corporazioni era il fulcro commerciale dell’antica colonia di Ostia, situato strategicamente proprio dietro il Teatro. La sua struttura definitiva, datata principalmente alla fine del II secolo d.C. (epoca severiana), si presentava come una vasta piazza quadrangolare circondata da un portico doppio. Questo portico era suddiviso in oltre 70 piccoli ambienti separati, conosciuti come stationes (uffici).

Queste stationes fungevano da uffici di rappresentanza per i navicularii (armatori) e i negotiantes(commercianti) provenienti dai principali porti del bacino del Mediterraneo (specialmente dall’Africa Proconsolare e dalla Sardegna), nonché per le corporazioni di mestiere locali (stuppatores, caudicarii, ecc.).

Ciascuna statio era decorata da un mosaico pavimentale in bianco e nero che, attraverso iscrizioni latine e potenti simboli visivi, fungeva da vera e propria “insegna commerciale”, identificando la provenienza della corporazione e la tipologia di merci trattate, prevalentemente legate all’annona (l’approvvigionamento dei cereali per la città di Roma)

 

L’incisione laser su argento riproduce con pulizia e precisione millimetrica l’originaria “pittura” in tessere bianche e nere del mosaico romano:

  1. Le Due Navi Mercantili (Corbitae): Il cuore della composizione presenta due navi mercantili romane (probabilmente corbitae, navi da carico a vela tonda), raffigurate mentre navigano affiancate verso un porto. La resa dell’alberatura, delle vele (visibili sul ciondolo come la struttura a griglia) e del timone riflette la tipica iconografia marinaresca antica, simbolo del viaggio, del commercio a lungo raggio e del collegamento transmediterraneo che univa Roma alle sue province frumentarie.

  2. Il Pesce/Delfino: Al di sotto delle navi, l’incisione riporta la figura stilizzata di una grande creatura marina,un pesce o, più probabilmente, un delfino. Nella simbologia romana, il delfino era considerato un animale benevolo e un protettore dei naviganti, nonché un simbolo che indicava la presenza del mare e del “porto sicuro”. La sua presenza nel mosaico e sul ciondolo sottolinea la dimensione marittima e la scommessa sul viaggio andato a buon fine.

  3. Il Faro (Simbolo di Porto e Salvezza): In alto, tra le due navi e chiaramente riconoscibile per la sua struttura a più piani sovrapposti che culmina in una fiamma, è inciso il faro. Questo elemento rappresenta,con altissima probabilità, una stilizzazione del Faro di Claudio del porto di Portus, l’avveniristico bacino portuale costruito dall’imperatore Claudio a nord della foce del Tevere e poi completato da Traiano. Il faro non è solo una guida nautica, ma il simbolo della destinazione raggiunta, dell’integrazione del sistema portuale di Ostia e della centralità logistica di Roma.

Materiali e Tecnica

I gioielli sono in argento italiano 925 platinato 

Il prototipo nasce da un disegno a mano molto dettagliato ispirato alle immagini del reperto originale. La lamina d’argento di spessore 1 mm è stata ritagliata e incisa con seghetto e laser sulla base del disegno. La lavorazione viene completata dalla lucidatura a specchio a mano e la rodiatura.

Specifiche Tecniche:

  • Materiale: Argento.
  • Lavorazione: Taglio ed incisione laser ad alta definizione da lamina.
  • Spessore: 1 mm.
  • Ispirazione: Mosaici bianco-nero severiani (fine II sec d.C.), Piazzale delle Corporazioni, Ostia Antica.
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