La dea dormiente, infatti, si confronta unicamente con un’altra venere sdraiata dallo stesso ipogeo, più grezza e dalle forme più approssimate. La posizione racchiusa in un’ideale forma ovoidale, è la medesima in cui venivano deposti i defunti all’ interno dell’ipogeo. Tale dato, assieme alla sua probabile collocazione accanto a questi, ha indotto gli studiosi a ipotizzarne una sua funzione propiziatoria di rinascita in un mondo ultraterreno: infatti, oltre all’ormai noto simbolo di fertilità rappresentato da queste icone femminili preistoriche. La sleeping lady maltese si configura come emblema della funzione sacra e rigenerante del sonno della dea, del riposo eterno da cui, ciclicamente, rinasce nuova vita (Percovich, L., 2013)”.
Casi, C. et al., 2016. La donna nell’Antichità. Archeologia e storia della condizione
femminile dalla Preistoria al Medioevo. Laurum Editrice.
Kultermann, U., 1990. Woman Asleep and the Artist. Artibus et Historiae , 1990, Vol. 11,
No. 22 (1990), pp. 129-161
Percovich, L., 2013. Oscure madri splendenti: le radici del sacro e delle religioni. Venexia
Editrice.
Polo, A. et al., 2011. Le spirali nei templi neolitici di Malta e Gozo.







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