“Pecunia non olet”
“Il denaro non ha odore”
Un’espressione latina che ha attraversato i secoli ed è giunta nelle nostre conversazione quotidiane. Il significato lo conosciamo: il denaro non ha odore. Agli orecchi dei romani l’espressione doveva suonare ancor più pregnante: la parola “pecunia” infatti deriva da “pecus” che significa “gregge”, e richiama un’economia ancora fondata sul baratto, dove gli animali da allevamento costituivano una ricchezza destinata ad essere scambiata. Ma dove ha avuto origine questa frase e, soprattutto, come deve essere intesa? La locuzione latina è di Svetonio – poi ripresa da da Dione Cassio (Hist. LXV, 14), biografo e intellettuale a cavallo fra il I e il II sec.d.C., ed è tratta da una delle biografie di imperatori che sono raccolte sotto il titolo di De vita Caesarum, “Le vite dei Cesari” (VIII, 23). La biografia da cui è tratta la frase “pecunia non olet” è la Vita del divo Vespasiano, l’imperatore che regnò a Roma dal 69 al 79 d.C., primo della dinastia flavia, passato alla storia per aver avviato la costruzione del Colosseo e per la vittoria sui giudei del 70 d.C., ma noto ai più per aver inventato una tassa sui bagni pubblici, il cui nome è, non a caso, vespasiani. introdotto una tassa sulla raccolta dell’urina nelle latrine pubbliche utilizzata dai tintori per ammoniaca. Si trattava di una tassa sulla raccolta dell’urina nelle latrine pubbliche utilizzata dai tintori per ammoniaca. Ecco il brano in cui si trova l’espressione: “Al figlio Tito, che lo criticava perché aveva escogitato perfino un’imposta sull’urina, mise sotto il naso il denaro ricavato dal primo versamento, chiedendogli se era disturbato dall’odore; e poiché egli rispose di no: «Eppure», disse, «viene dall’urina».– Svetonio, Vita del divo Vespasiano 23 La frase dunque è divenuta proverbiale per significare che non bisogna sottilizzare troppo circa la provenienza del denaro.











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