La barca solare a doppia protome di uccello rappresenta il sole su un carro trasportato da uccelli attraverso il cielo. I volatili acquatici, in quanto capaci sia di volare che nuotare, sono gli intermediari tra le divinità infere e gli uomini. Come conducono il sole verso il tramonto dando origine al ciclo del giorno e della notte, cosi accompagnano l’anima del defunto verso la sua ultima dimora. Il culto solare è ben attestato nel Mediterraneo orientale, ma la sua espressione figurativa è tipicamente continentale. Infatti, lo stile “a barca solare” caratterizza la decorazione a sbalzo di ´situle in lamina di bronzo dell’area danubiano-carpatica che stringe una forte connessione con la toreutica dell’Italia peninsulare tra il 1.000 e l’800 a.C. In seguito avviene l’introduzione di motivi estranei e concetti nuovi: il cavallo e l’uomo. Nei pendenti a graticola le teste degli uccelli sono semplici appendici laterali e ad essi si sovrappone la silhouette del cavallo. In altri il sole viene personificato da una figura maschile posta fra le protomi di uccello tradizionali. Questa simbologia diventa distintiva di una ristretta élite che vuole dichiarare che il proprio status sociale sia ottenibile grazie all’intercessione divina.




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