La spilla in argento è ispirata ad una iconica moneta dell’antica Grecia, il tetradramma di Atene. La monetazione ateniese deve alla figura di Solone l’introduzione di importanti iniziative e riforme, tra cui l’istituzione di standard metrologici e ponderali che portarono la dracma (o “dramma”) al peso standard e stabile di 4,36 grammi. Un sesto di dracma, pari a 0,72 g, era detto obolo, mentre i suoi multipli doppi e quadrupli erano rispettivamente denominati didramma (8,72 g) e tetradramma (17,44 g), e recavano al diritto una varietà di simboli, ispirati agli stemmi di famiglie nobili ateniesi e all’immaginario culturale dell’epoca: vi troviamo ad esempio raffigurate anfore, ruote, protomi taurine, gorgoni e tanto altro, tra cui anche la ben celebre civetta, talmente iconica da comparire ancora oggi sulla moneta da 1 Euro emessa dalla moderna Grecia.
Il tetradramma con la civetta, nelle sue varianti, fu coniato sin dal VI secolo a.C. e divenne la moneta greca più conosciuta nel mondo antico, nonché una delle monete archeologiche più diffuse nel nostro immaginario contemporaneo, anche presso i non addetti ai lavori.
Al diritto recava la testa elmata di Atena, mentre è al rovescio che troviamo uno degli animali prediletti della dea, la civetta appunto: essa compare di profilo ma con la testa frontale, ed è affiancata dalla legenda “Athe” in caratteri ellenici, abbreviazione di Athenaion, ossia “degli Ateniesi”. La figura è completata da un rametto di ulivo nell’angolo superiore sinistro, ed è racchiusa in un contorno quadrangolare che veniva impresso sui tondelli metallici caldi dal malliator, l’artigiano che azionava il conio di martello sul conio d’incudine. Dato il considerevole peso degli attrezzi e le esigue dimensioni dei supporti metallici, ottenere una centratura perfetta non era facile, ed è dunque perfettamente normale per noi vedere monete antiche in cui le raffigurazioni appaiono spostate verso destra o verso sinistra, lasciando porzioni di moneta prive di decorazione. Questo effetto è stato reso molto bene da Nymphè, che nella spilla ha scelto di riprodurre fedelmente anche questo aspetto. Il contorno in cui è raffigurata la civetta infatti è traslato verso sinistra, e con esso la campitura color amaranto, lasciando quindi nella parte destra della spilla uno “spicchio” argentato. I dettagli sono molto fini e ci ricordano la perizia necessaria per lavorare i metalli e produrre oggetti di piccole dimensioni e pregiata fattura.
Il tetradramma con la civetta, nelle sue varianti, fu coniato sin dal VI secolo a.C. e divenne la moneta greca più conosciuta nel mondo antico, nonché una delle monete archeologiche più diffuse nel nostro immaginario contemporaneo, anche presso i non addetti ai lavori.
Al diritto recava la testa elmata di Atena, mentre è al rovescio che troviamo uno degli animali prediletti della dea, la civetta appunto: essa compare di profilo ma con la testa frontale, ed è affiancata dalla legenda “Athe” in caratteri ellenici, abbreviazione di Athenaion, ossia “degli Ateniesi”. La figura è completata da un rametto di ulivo nell’angolo superiore sinistro, ed è racchiusa in un contorno quadrangolare che veniva impresso sui tondelli metallici caldi dal malliator, l’artigiano che azionava il conio di martello sul conio d’incudine. Dato il considerevole peso degli attrezzi e le esigue dimensioni dei supporti metallici, ottenere una centratura perfetta non era facile, ed è dunque perfettamente normale per noi vedere monete antiche in cui le raffigurazioni appaiono spostate verso destra o verso sinistra, lasciando porzioni di moneta prive di decorazione. Questo effetto è stato reso molto bene da Nymphè, che nella spilla ha scelto di riprodurre fedelmente anche questo aspetto. Il contorno in cui è raffigurata la civetta infatti è traslato verso sinistra, e con esso la campitura color amaranto, lasciando quindi nella parte destra della spilla uno “spicchio” argentato. I dettagli sono molto fini e ci ricordano la perizia necessaria per lavorare i metalli e produrre oggetti di piccole dimensioni e pregiata fattura.










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