La Nike di Samotracia, la vittoria alata

🪽“𝑨𝒄𝒆𝒇𝒂𝒍𝒂, 𝒔𝒆𝒏𝒛𝒂 𝒃𝒓𝒂𝒄𝒄𝒊𝒂, 𝒔𝒆𝒑𝒂𝒓𝒂𝒕𝒂 𝒅𝒂𝒍𝒍𝒂 𝒔𝒖𝒂 𝒎𝒂𝒏𝒐 𝒄𝒉𝒆 è 𝒓𝒆𝒄𝒖𝒑𝒆𝒓𝒐 𝒓𝒆𝒄𝒆𝒏𝒕𝒆, 𝒄𝒐𝒏𝒔𝒖𝒏𝒕𝒂 𝒅𝒂 𝒕𝒖𝒕𝒕𝒆 𝒍𝒆 𝒓𝒂𝒇𝒇𝒊𝒄𝒉𝒆 𝒅𝒆𝒍𝒍𝒆 𝑺𝒑𝒐𝒓𝒂𝒅𝒊, 𝒍𝒂 𝑽𝒊𝒕𝒕𝒐𝒓𝒊𝒂 𝒅𝒊 𝑺𝒂𝒎𝒐𝒕𝒓𝒂𝒄𝒊𝒂 è 𝒅𝒊𝒗𝒆𝒏𝒖𝒕𝒂 𝒎𝒆𝒏𝒐 𝒅𝒐𝒏𝒏𝒂 𝒆 𝒑𝒊ù 𝒗𝒆𝒏𝒕𝒐 𝒅𝒊 𝒎𝒂𝒓𝒆 𝒆𝒅 𝒂𝒓𝒊𝒂”🪽

Marguerite Yourcenar  da “Il tempo grande scultore”.

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Scheda Archeologica

La scrittrice coglie nel segno: questa scultura non è solo un’opera umana, ma è un miracolo del tempo e del modo in cui il passato ha portato la bellezza nel nostro presente.

Infatti, nonostante la sua incompletezza la dea della vittoria è indimenticabile, nel cuore di ogni appassionato e specialmente di un’archeologa come me fin da quando non lo ero ancora, prende il suo posto e ci resta.

E con questa collana la Nike non è mai stata così vicina al cuore

Il chitone aderisce alla pelle del torace e delle gambe e sul retro svolazza, sentiamo il vento. Così come ammiriamo la bellezza materica, sensuale e leggera.
La dea sta planando sulla prua di una nave, cerca la stabilità appoggiandosi con la gamba destra mentre il resto del corpo arretra.

La scultura è in marmo pario è stata realizzata intorno al 190 a.C. ed è attribuita a Pythòkritos. Era posta sulla prua di una grande nave di marmo presso un santuario dedicato agli Dei Cabiri che sorgeva su un’altura dell’isola greca di Samotracia. Venne costruita per ringraziare gli dei dopo una vittoria navale riportata forse dalla flotta di Rodi.
Oggi la possiamo ammirare a Parigi al museo Louvre.

La dea dormiente, infatti, si confronta unicamente con un’altra venere sdraiata dallo stesso ipogeo, più grezza e dalle forme più approssimate.
La posizione racchiusa in un’ideale forma ovoidale, è la medesima in cui venivano deposti i defunti all’ interno dell’ipogeo. Tale dato, assieme alla sua probabile collocazione accanto a questi, ha indotto gli studiosi a ipotizzarne una sua funzione propiziatoria di rinascita in un mondo ultraterreno: infatti, oltre all’ormai noto simbolo di fertilità rappresentato da queste icone femminili preistoriche. La sleeping lady maltese si configura come emblema della funzione sacra e rigenerante del sonno della dea, del riposo eterno da cui, ciclicamente, rinasce nuova vita (Percovich, L., 2013)”.

Casi, C. et al., 2016. La donna nell’Antichità. Archeologia e storia della condizione
femminile dalla Preistoria al Medioevo. Laurum Editrice.
Kultermann, U., 1990. Woman Asleep and the Artist. Artibus et Historiae , 1990, Vol. 11,
No. 22 (1990), pp. 129-161
Percovich, L., 2013. Oscure madri splendenti: le radici del sacro e delle religioni. Venexia
Editrice.
Polo, A. et al., 2011. Le spirali nei templi neolitici di Malta e Gozo.

Materiali e Tecnica

Il gioiello è in argento italiano 925 rodiato/dorato

I prototipi sono stati realizzati sulla base di disegni digitali eseguiti sulla base del confronto tra diverse foto dei reperti originali. Dopodiché i disegni sono stati rielaborati per la stampa 3D. I prodotti stampati in resina sono stati usati per la lavorazione di calchi in gomma dai quali trarre le cere. I modellini in cera vengono fusi in metallo secondo l’antica tecnica della fusione a cera persa. I prodotti di fusione vengono rifiniti a mano, segue la saldatura di altre parti e la lucidatura. La lavorazione termina con la rodiatura o la doratura.

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