Il gioiello si basa su un disegno ispirato ad una denario di Tito coniata a Roma nel 79 d.C. all’inizio del suo regno. Caratterizzata dal ritratto di Tito al dritto e da un capricorno sopra un globo al rovescio, questa emissione (RIC 37/R, 17mm, circa 3,4g) celebra il nuovo imperatore. Il Giallo della Data: 24 Agosto o 24 Ottobre? La data tradizionale dell’eruzione (24 agosto 79 d.C.) si basa sulle trascrizioni di una lettera di Plinio il Giovane. di cui non si conserva l’originale. Le copie riportano il riferimento a mesi diversi, una confusione che si generava di volta in volta, nell’atto della copiatura dei testi. Tuttavia, molti indizi archeologici suggeriscono una data autunnale: come la presenza di frutti tipicamente autunnali (noci, fichi secchi, castagne e melograni); il vino che era già stato sigillato nei dolia, segno di una vendemmia conclusa e infine l’abbigliamento, I calchi delle vittime mostrano abiti in lana, pesanti per il mese di agosto. La Moneta della Discordia: Il Denario di Tito Per anni, un denario d’argento rinvenuto nella “Casa del Bracciale d’Oro” è stato presentato come la “prova definitiva” del rinvio dell’eruzione a ottobre in base alla leggibilità della scritta IMP XV (quindicesima acclamazione imperiale di Tito). Documenti storici attestano che Tito era ancora alla quattordicesima acclamazione (IMP XIV) l’8 settembre del 79 d.C. Se la moneta riporta IMP XV, deve essere stata coniata dopo l’8 settembre, rendendo impossibile l’eruzione ad agosto. Il dibattito è stato alimentato dall’uso di un disegno ideale della moneta invece della foto del reperto reale. Il disegno mostrava chiaramente le scritte necessarie alla tesi, ma non corrispondeva all’oggetto fisico conservato al Museo Archeologico Nazionale di Napoli. Analisi successive e più rigorose hanno smontato il caso. Innanzitutto la moneta è molto ossidata e la parte della legenda che dovrebbe contenere “XV” è, in realtà, fuori dal bordo della moneta. In secondo luogo sulla moneta di Pompei mancano le lettere P P (Pater Patriae). Poiché le emissioni con IMP XV riportano sempre il titolo P P, l’assenza di queste lettere conferma che la moneta appartiene a un’emissione precedente, probabilmente di luglio 79 d.C. La moneta non prova nulla dopo l’8 settembre; può essere stata coniata in qualsiasi momento dopo il 1° luglio. Sebbene la moneta non sia più la prova regina a causa di letture forzate e scarsa precisione scientifica, la tesi autunnale resta la più probabile.
denario di Tito e il capricorno
l gioiello si basa su un disegno ispirato ad una denario di Tito coniata a Roma nel 79 d.C. all’inizio del suo regno. Caratterizzata dal ritratto di Tito al dritto e da un capricorno sopra un globo al rovescio, questa emissione (RIC 37/R, 17mm, circa 3,4g) celebra il nuovo imperatore.
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Il gioiello è in argento italiano 925 rodiato
Disegno realizzato a mano del dritto e del rovescio della moneta sulla base di immagini edite di un esemplare originale. La lamina d’argento usata per la lavorazione ha uno spessore di 1 mm ed è di argento italiano 925. Il disegno rielaborato al computer è stato inciso tramite laser sulla lamina tagliata sempre tramite laser. Inoltre è stata “scavata” al laser lo sfondo che è stato poi smaltato a mano, dopo la placcatura d’oro giallo. Per l’intero processo di lavorazione hanno lavorato sei persone, il designer, il martellatore, il laserista, l’indoratore e la smaltatrice. Dopodiché il pendente è stato montato tramite foro e contromaglia ad una catenina rolò in argento sempre di produzione italiana.





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