Kantharos

🍷 Il Kantharos di Dioniso: Tra Mito, Storia e Alta Artigianalità

Per questa creazione ho scelto l’affascinante raffigurazione firmata dal Pittore di Menon, impressa su un piatto in ceramica attica a figure nere conservato al British Museum e proveniente dall’antica città etrusca di Vulci (ultimo quarto del VI sec. a.C.).

Dioniso, il dio del vino e dell’estasi, è qui rappresentato con il suo attributo più iconico: il kantharos (dal greco κάνϑαρος), la celebre coppa usata nei simposi per degustare il vino. La sua sagoma è inconfondibile e armoniosa, caratterizzata da una vasca profonda e da due alte anse verticali che si elevano elegantemente oltre l’orlo.

Questo vaso, particolarmente amato dagli Etruschi e tradizionalmente realizzato anche in raffinatissimo bucchero nero, vi viene proposto sia nella versione classica che con rodiatura nera, in omaggio proprio a questa manifattura antica.

✨ Qui vedete il nuovo gioiello in argento platinato: modellato interamente a mano in cera e fuso con l’antica tecnica della cera persa. Successivamente, le anse sono state saldate e rifinite con cura artigianale mediante filo d’argento.

70,00 

Scegli il metallo del pendente *

scegli il metallo del pendente abbinato alla catenina rolò sempre d'argento italiano 925

Totale ordine:

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Scheda Archeologica

Il kántharos (pl. kántharoi) dal greco κάνθαρος (latino cantharus), è un recipiente per bere a forma di coppa profonda con alto piede, alto fusto modanato caratterizzato dall’ampio orlo svasato da due maniglie che sporgono oltre il bordo del vaso che tradisce chiaramente la sua derivazione da prototipi metallici.

Era un vaso greco sacro a Dioniso ma la forma è comune anche in Etruria generalmente in bucchero). tipica terra nera alla fine del VII secolo a.C.

In alcuni casi presenta un corpo con una forma particolare (figura umana).

La forma fu ripresa dai romani e utilizzata anche per vasche di abluzione negli atri delle basiliche paleocristiane e come lampada da chiesa sospesa.

Materiali e Tecnica

II gioielli sono in argento italiano 925 rodiato/ bronzo placcato d’oro 18 Kt

La lavorazione nasce da un modello in cera realizzato a mano e trasformato in metallo mediante l’antica tecnica della fusione a cera persa. Con le nuove cere ricavate dal calco del prototipo si  ottengono nuovi prodotti di fusione che vengono poi rifiniti e lucidati a mano. La lavorazione del metallo termina con la rodiatura/doratura.

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