Aryballos Macmillan

Il pendente è ispirato all’aryballos MacMillan o del Pittore Chigi conservato al British Museum di Londra. Si tratta di un vaso da profumi di piccole dimensioni (alto 6,9 cm) la cui parte alta è resa plasticamente come la testa di un leone con bocca aperta che mostra i denti e la lingua rossa.

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Scheda Archeologica

L’aryballos MacMillan o del Pittore Chigi è un vaso da profumi di piccole dimensioni (alto 6,9 cm) conservato al British Museum di Londra. La parte alta è resa plasticamente come la testa di un leone con bocca aperta che mostra i denti e la lingua rossa. Nonostante le piccole dimensioni, sulla superficie ci sono non meno di 5 registri decorativi: un ricco disegno vegetale con linee curve che si intrecciano sulla spalla; un combattimento tra 18 guerrieri dotati di scudo ed elmo piumato; una processione a cavallo; una scena di caccia alla lepre e infine una decorazione a denti di lupo. In quest’opera si riconosce la maestria del pittore che ha dipinto l’Olpe Chigi conservata al Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia e che era innanzitutto un esperto ceramografo. 

Egli adotta la tecnica dell’incisione per la rappresentazione dei contorni e dei particolari interni delle figure ed è noto per la padronanza nella realizzazione dei fregi miniaturistici su vasi miniaturistici. L’autore dell’olpe è conosciuto anche come pittore di Ecfonto (ricordato da Plinio il Vecchio come inventore della pittura policroma presso Corinto o Sicione). A lui sono attribuiti anche un’olpe frammentaria da Egina e un altro aryballos ovoide conservato a Berlino. La critica è pressoché concorde nel datare le opere del Pittore Chigi a cavallo tra la fine del Medio Protocorinzio ed il Tardo Protocorinzio. I due aryballoi di Londra e di Berlino sono da ascrivere ancora al Medio Protocorinzio datati rispettivamente al 670-660 ed al 660-650 a.C., mentre l’Olpe al Tardo Protocorinzio al 650-640. Lo stile protocorinzio si sviluppò tra il 725 e il 625 a.C. a Corinto. La polis era guidata dalla dinastia dei Cipselidi che sostennero la prosperità artistica della città attirando artigiani da tutta la Grecia. La maggior parte dei vasi protocorinzi sono costituiti da una terra molto chiara di un color giallo pallido. Per la raffigurazione si ricordano la tecnica ad incisione e a contorno, mentre per la pittura la policromia, le figure miniaturistiche e le figure nere. L’aryballos è stato acquisito dal British Museum nel 1889 donato da Malcom Macmillan e sembra provenire dalla greca Tebe in Beozia ma in una nota manoscritta del British Museum Register si afferma che l’aryballos è stato acquistato “sul binario della stazione di Corinto”.

Materiali e Tecnica

Il gioiello è in argento italiano 925 rodiato/bronzo dorato

I prototipi sono stati realizzati sulla base di disegni digitali eseguiti sulla base del confronto tra diverse foto dei reperti originali. Dopodichè i disegni sono stati rielaborati per la stampa 3D. I prodotti stampati in resina sono stati usati per la lavorazione di calchi in gomma dai quali trarre le cere. I modellini in cera vengono fusi in metallo secondo l’antica tecnica della fusione a cera persa. I prodotti di fusione vengono rifiniti a mano, segue la saldatura di altre parti e la lucidatura. La lavorazione termina con la rodiatura o la doratura.

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