Maschera teatrale

“𝗔𝗰𝘁𝗮 𝗲𝘀𝘁𝗳𝗮𝗯𝘂𝗹𝗮. 𝗣𝗹𝗮𝘂𝗱𝗶𝘁𝗲!”
“𝗟𝗮 𝗰𝗼𝗺𝗺𝗲𝗱𝗶𝗮 è 𝗳𝗶𝗻𝗶𝘁𝗮. 𝗔𝗽𝗽𝗹𝗮𝘂𝗱𝗶𝘁𝗲!”

Svetonio tramanda che queste siano state le ultime parole pronunciate da un anziano Augusto in punto di morte.

Chi indossa la maschera muore come individuo e rinasce come manifestazione divina.
Il viso entra nella maschera e si entra in un altro mondo.
Travestirsi significa denudare la verità.
Infine gettata la maschera si ritorna alla vita quotidiana che in fondo non è che un’altra messa in scena.

Tanti sono i 𝑮𝑰𝑶𝑰𝑬𝑳𝑳𝑰 𝑨 𝑻𝑬𝑴𝑨 𝑴𝑨𝑺𝑪𝑯𝑬𝑹𝑨 𝑨𝑵𝑻𝑰𝑪𝑨 da modelli di inizio ‘900

Date un’occhiata a tutte le varianti di gioielli con maschere teatrali ispirate agli oscilla. Un grande classico rivisitato in bronzo o argento come charm, orecchini, bracciale, anello.

50,00 

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Scheda Archeologica

Le maschere teatrali
Nel teatro romano la maschera è un accessorio spettacolare che aveva lo scopo di definire un personaggio attraverso una sua espressione convenzionale caratterizzata da tratti accentuati attribuiti ad un singolo carattere. Il pubblico riconosceva a distanza i personaggi grazie a particolari come tratti somatici, espressione, parrucche, ornamenti e colore. Le maschere fungono anche da cassa di risonanza della voce grazie al foro della bocca e al rivestimento in metallo su materiale deperibile. Erano realizzati infatti in tessuto, legno, cuoio, stucco e gesso mentre i tratti dell'espressione erano resi con colore. A Pompei erano riprodotte maschere sia tragiche che comiche anche su antefisse e sime. Sono prodotti di un artigianato locale di discreto livello che si ispira a prototipi di età ellenistica ma che si sviluppa secondo una tradizione propria. Esistono molte fonti scritte latine da cui emergono che l'introduzione delle maschere sia avvenuta dalla prima metà del I sec. a.C.. Invece per l'identificazione delle maschere riprodotte e il personaggio/ruolo a cui si riscontra, una fonte importante è l'Onornasticon di Giulio Polluce (Il sec.d.C.).

📚Bibliografia: M.R. Borriello, Il teatro romano l'attore, la maschera, in Histrionica. Teatri, maschere e spettacoli nel mondo antico, Napoli 2010, pp. 33-36. L. Bernabò Brea, Maschere della commedia nuova di Li pari e di Centuripe, 1971-74. Nunzio Laura Saldalamacchia

.

Materiali e Tecnica

La lavorazione nasce da un modello in cera lavorato a mano agli inizi del ‘900 di cui sono stati conservati i calchi ricavati dai gioielli in metallo. Ogni esemplare moderno è realizzato con la stessa tecnica, ossia in cera trasformata in metallo mediante l’antica tecnica della fusione a cera persa. Il prodotto di fusione viene poi rifinito a mano, levigato e lucidato e saldato alla fascetta dell’argento. La brunitura è l’ultima fase.

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